Luis Bruni & Pascale Coquigny  Luis Bruni et Pascale Coquigny




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El Farolito (Francia)

Un pizzico di follia nel tango

La rivista parigina El Farolito era presente all’evento dedicato alla murga portena, organizzato Pascale Coquigny e Luis Bruni nell’ottobre 2003. Ne parla nell’edizione numero 6 del novembre 2003.
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Luis Bruni, Ariel Prat, Juan Carlos
Caceres & Pascale Coquigny.
Photo ASK / El Farolito.

E’ sorprendente vedere dei tangueri abbandonare il loro atteggiamento spesso grave e serioso Per lanciarsi in una danza frenetica ed entrare in una specie di trance : la murga. Per la prima volta a Parigi negli ambienti del tango ha luogo uno stage di murga porteña organizzata da Luis Bruni e Pascale Coquigny con la partecipazione di Ariel Prat e di J.C. Caceres. Questa danza popolare, in origine praticata durante il carnevale, Si caratterizza per il suo spirito di protesta e sovversivo, che si esprime nei movimenti indiavolati del murguero : salti, calci, incroci di gambe. Ingnorata in Francia o disprezzata dai tangueri la murga ci riporta alle ’sorgenti’ del tango. Lo stage ha dunque permesso di far scoprire e sopratutto di comprendere i suoi legami col tango. Tutto ciò attraverso tre prospettive, tre esperienze.

Ariel Prat, artista di murga, ha fornito le prime chiavi per entrare in questo universo. Abitato da un sentimento di rabbia e d’orgoglio e trasportato dal ritmo delle percussioni, il murguero cerca la forza e l’eco dei suoi passi nella terra e vibra fino ad ’uscire dalla propria pelle’. L’energia è nelle gambe, la bellezza dei gesti ed il senso delle figure sono nelle braccia che si stirano verso l’alto ’come per afferrare la luna’. Il murguero cerca il cambiamento, persegue un ideale. Il suo alito di protesta, la sua energia che ti conquista, diventa ’nutrimento’ per il tango. La murga appartiene alla storia e passando per il presente entra a far parte dell’avvenire. E’ questa l’esperienza che Luis Bruni cerca di trasmettere. Ombra folle, doppio infernale del tango, la murga permette al tanguero di liberarsi per attingere alla verità e creare. Memoria vivente del tango nero, J.C. Caceres accompagna lo stage con il ritmo delle sue percussioni, illustrando con la musica la vitalità creativa di questo incontro.

Sophie Nobécourt

 

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