“Ehi, Peti, prepara il mate che alle quattro e un quarto sono da te”

Alle quattro in punto Palermo telefona, diventato oramai la mia sveglia quotidiana, e mi obbliga a scendere dal letto senza aver dormito abbastanza, da buon festaiolo quale sono. Appena ho finito di mettere il bollitore sul fuoco, suona il campanello e la sua voce al citofono mi dice : « Sono Palermo, apri ». Vado alla porta ed è là, con la stessa espressione di sempre. Mi guarda, mi saluta con una « compadrada » e la sua inuguagliable « corrida » e mi dice : « Sai « retazo » (stavolta ho diritto di essere chiamato « retazo » anziché Peti), ho messo in pratica con la Norma nuovi passi per la Cumparsita.
« Ma va ? » (Mi dicevo, ma quest’uomo non smette mai di creare, è incredibile !)
Mentre prendiamo il mate, è sufficiente un ricordo del Pibe Palermo o una domanda da parte mia perché cominciamo ad andare indietro nel tempo, negli anni ‘20, nel quartiere della sua infanzia : Palermo, ovviamente.

Il quartiere Palermo, che troviamo nei libri di Jorge Luis Borges, questo antico quartiere che è stato la culla della nostra poesia cittadina, un luogo di incontro e di storie di magnaccia, « compadritos », di musicisti, di poeti e ballerini, riuniti in storiche avventure a cui José María Baña, detto « el pibe Palermo » ha partecipato. Una visione ben diversa da quella di Borges che ha visto e descritto il suo quartiere da prigioniero, dietro all’inferriata di casa sua, e in una biblioteca piena di libri inglesi. Oggi Palermo ci racconta storie vissute insieme ai personaggi che fanno parte del paesaggio della sua infanzia e della sua giovinezza, storie come questa, quella di « un tale chiamato Ortiz ».
El negro Ortiz raccontato dal Pibe Palermo
Veniva da me tutti i giorni alle 14.30 per far visita alla sua cara Ambrosia Lamadrid, soprannominata « la grone ». Fu la prima stiratrice che lavorò da mia madre. Mettevamo su dei tanghi e ballavamo fino a consumare il pavimento del cortile. A volte lui veniva con El pibe Plá, un tipo snello che aveva ballato con il « Cachafaz » al cinema Londra, ma sfortunatamente era caduto da una scala e nell’incidente si era fratturato un’anca sicché da allora zoppicava.
Un giorno, mentre ballavamo una milonga, ben « candombeada » come dev’essere ballata, moi padre passa e ci vede. Io ero lì che muovevo il corpo comme un nero, e per di più ero accanto al nero Ortiz e al flaco Plá. Mio padre si infuriò : « Smettetela, il ragazzo sta ballando come un negro ». Il flaco Plá gli rispose : « Lascialo fare, il ragazzo sa quello che fa ».
Un giorno « el negro Miguel Ortiz » mi disse : « Poroto (mi chiamavano così, e io avevo da poco i pantaloni lunghi), stasera passo a prenderti, se vuoi, vieni con tuo cugino Banchero, andremo alla pratica con Alfredo Nuñez. Era l’amico e il successore del famoso « pardo Santillán », e più di un ballerino famoso si defilava quando lo vedeva !
La pratica si teneva all’accademia Hidalgo, al numero 780 di questa strada. C’era un’orchestra con due bandoneon. Era l’accademia dei « machos », una pratica di uomini eccetto che per la Peti che era stata la compagna di Alfred Núñez. Un giorno mi confessò che si era innamorato di questa donna, non per la sua bellezza ma per il suo modo di ballare. Qualche anno più tardi ho fatto un’esibizione con lei con l’orchestra d’Agostino. Aveva ragione il nero Núñez. Che ballerina ! Ho ballato molto con lei !
Durante le pratiche c’era l’abitudine di fare un’esibizione tutti i giorni ma fra uomini. Un giorno toccava a uno, il giorno successivo a un altro, era così. Queste pratiche erano frequentate da importanti ballerini di quartieri diversi : Luisito, el Cachafaz de Boedo, el Misto, el pibe Colon, Cabecita de Oro, e Miguelito Taboraro che mi accompagnava.
Nonostante la sua giovane età, tra tutti gli importanti rappresentanti del tango el Pibe Palermo era all’altezza dei grandi ballerini, e poco a poco attirava su di sé l’attenzione grazie alla rapidità delle sue gambe e dei suoi passi sorprendenti.
Un giorno, dopo un’esibizione, uno dei ballerini, un veterano commosso, si avvicinò a Nuñez : « Con questo ragazzo la vecchia guardia è garantita ancora per un po’ ».