Pascale
Coquigny non è rimasta in Francia a lungo. Ha girato il mondo fin da ragazzina. Nel 1985 si stabilisce a Toronto, insegna lingue, e diviene cittadina canadese. Durante un viaggio nel 1988, si innamora di Buenos Aires e si stabilisce qui per alcuni mesi. Si appassiona al tango, ma qualcuno gli spiega che è cosa « solo per turisti », e così l’avventura ha presto fine.
E’ nel 1990, in Canada, che riscopre il tango argentino. « All’inizio, a sedurmi, fu l’abbandono... nel tango puoi lasciarti guidare, chiudere gli occhi e lasciarti andare , racconta Pascale. Sono dovuta ritornata a Buenos Aires per capire che il tango era molto più di questo. Negli Stati Uniti ed in Canada, da diec’anni, balliamo molto separati, molto freddi. A Toronto, quando ballerini argentini come Pepito Avellianeda e Mayoral mi avevano stretto nel loro abbraccio così chiuso, non avevo capito. »

Corso di tango argentino per bambini a Toronto, Canada
Pascale tiene corsi di tango argentino per bambini, che incontrano un vivo successo. I bambini trovano nei suoi corsi un piacere inaspettato. Non si parla di « sensualità », ma di « rispetto », « di ascolto di sè e dell’altro ». Mentre solitamente ragazzi e ragazze hanno interesi diversi, nel tango si incontrano e ballano assieme. Quando parla della sua esperienze Pascale si commuove. « Ricordo, in particolare, una ragazzina di otto anni che un giorno mi chiese se era abbastanza grande per ballare il tango ».
Quasi tutti I weekend Pascale percorre 500 km per andare a ballare a Montréal. Quando non è in Europa trascorre gli inverni in Argentina. Nel 1999 decide di fare il grande passo e va a vivere a Buenos Aires.

Guillermo Alio & Pascale Coquigny
In Argentina, Pascale Coquigny lavora con il ballerino e pittore Guillermo Alio, il quale realizza con lei quello che allora non era null’altro altro che un progetto : dipingere mentre si balla il tango. I piedi dei due balleirni venivano imbevuti di pittura e mossi su grandi tele stese a terra. I movimenti e lo spirito del tango abitano i quadri che Guillermo Alio realizza con Pascale. Giornali e televisione si interessano in modo particolare a questo approccio artistico e Pascale Coquigny e Guillermo Alio realizzano numerose presentazione in TV (vedi l’articolo su Associated Press, sul sito internet de CNN). Pascale segue I corsi di Graciela Gonzalez, Nestor Ray and Jorge Dispari e la Turca. Diviene assistente di Pupy Castello, e nel 2000-2002 organizza la tournee in Europa di Martha Anton e Manolo el Gallego, e poi quella di Graciela Gonzalez e Luis Bruni.
Pascale incontra Luis Bruni nel 1999. « La prima volta che ballammo assime, lei immediatamente mostrò personalità nella sua danza, ricorda Luis. Non aveva ancora fatto un lavoro profondo nel tango e già, spontaneamente, apportava il proprio movimento ed i propri adorni che arricchiscono la danza di coppia. » All’inizio Pascale e Luis non immaginavano nemmeno di diventare compagni anche nella vita. Essi ballano e lavorano la loro danza assieme. « Le ho mostrato tutto quello che sapevo, racconta Luis. Con lei ho imparato a lavorare in coppia. E’ un lavoro a due, ciò che ho fatto con lei. »

Pascale Coquigny &
Pupy Castello
Si stabiliscono a San Telmo, il quartiere di Buenos Aires dove il tango si sviluppò all’inizio del secolo. « Abbiamo avuto esperienze indimenticabili e intense, ricorda Pascale. Assieme, abbiamo conosciuto El Pibe Palermo, il suo passato, il suo ballo. » All’inizio delle sue visite, il vecchio tanghero parlava con Luis e gli confidava, in lunfardo , molte cose sulle donne. All’inizio Pascale non capisce questo dialetto tipico di Buenos Aires. Ma trascrivendo e traducendo le audio cassette degli incontri, non tarda a capire... Questo portò a vivaci discussioni tra El Pibe Palermo e colei che veniva nominata "La Mista" dal nome di un uccellino con le piume tutte colorate.
Nel 2001, è proprio il tango che riporta Pascale Coquigny in Francia, assieme a Luis. Dopo Parigi, tengono workshops in Europa come pure in Canada e negli Stati Uniti. « Vivere con Luis, rivela Pascale, è come bagnarsi nel tango per 24 ore al giorno. Siamo costantemente in un processo di ricerca e di creazione. La danza di Luis riserva alla donna un ruolo attivo. Lui mi ha dato la parola e io l’ho presa. »
« Adesso per me, dice Pascale, il buon ballerino è colui che mi lascia esprimere, mi da’ la parola. Colui che si lascia sorprendere e che ama giocare. »
Tradotto da Sandro Nigris